biro verdi al nero di seppia

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mercoledì, 25 marzo 2009

E’ incredibile, l’altro giorno. Dovrei iniziare con qualcosa che avesse un capo, per poi finire in una coda, ma cioè, la gente, non puoi mica mai dire cosa ti capita, in giro: cioè, prendi l’altro giorno. Ero lì seduto a guardare i numerini rossi passare, lì, in posta. Non è che li stessi proprio guardando, in realtà, cioè, insomma: leggevo. In effetti uno deve fare code sterminate per mandare, che so, una raccomandata o pagare un bollettino e bene che ti vada è mezz’ora.

Per cui: libro. La funzione è duplice, ti isola da tutta quella massa di gente che ti circonda e ti evita di dover rispondere a domande fatte tanto per parlare. Cioè: che senso ha rispondere a qualcuno che ti dice “Fa freddo eh?”. Verrebbe da rispondere “Fuori, vabbè, può essere, ma qui dentro con il riscaldamento e tutta la gente che boffa, la giacca quasi me la toglierei”. E quello (o quella) andrebbe avanti spiegandoti che l’anno prima era successo questo e quest’altro e l’anno dopo mia figlia va a scuola e fra tre mesi mio cognato va a lavorare in Africa (e lì sì che fa caldo) eccetera.

Il libro isola, e fa compagnia in maniera più discreta… a meno che.

Perché ci deve sempre essere qualcuno che ha da dire, siamo nel paese della lamentela facile (e nessuno sembra avere interesse per renderla più complicata), come l’altro giorno, ad esempio, tornando a noi.

Una signora smette di parlare con l’amica di una (lunga, si presuppone) vita e comincia a chiedermi “Cosa fa Lei? Non sta attento ai numerini?”. Posto che è impossibile non essere attenti ai numerini, essendo tutti accompagati da un BIIIIP lacera-timpani, rispondo “Leggo, signora”, “Come, leggo, cosa vuol dire? Cioè, leggo, qua dentro…” dice. “Guardi signora, questo, lo vede?, è un libro. Funziona sempre: qua dentro, là fuori, laggiù infondo. Se si leggono tutte le parole su ogni pagina, nell’ordine in cui sono state messe, e poi si legge una pagina dopo l’altra, alla fine ne risulta una storia di senso compiuto. Va’ a capire la tecnologia moderna…”. La signora si volta verso l’amica sbuffando qualcosa sui giovani d’oggi: e il bello è che io non sono poi mica più tanto giovane, ma lasciamo pur stare la polemica. BIP. “Guardi signora che il 336 è Lei”. Valli a capire gli anziani d’oggi: non sono più capaci di portare rispetto. E non stanno attenti neanche ai loro BIP. E fanno perder tempo alla gente che lavora (e a quella che legge). BIP: 337. Ancora un numero e ci sono, sa, meglio chiuderlo ‘sto libro, intanto che ho finito la pagina: non male questo Holden, un po’ troppo colloquiale, forse. Ma è il suo bello, dicono.    

postato da: sgtpippo alle ore 22:17 | link | commenti (1)
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Commenti
#1    25 Marzo 2009 - 23:35
 
Faccio il mio esordio..
Bèl blog,scrivi molto bene è un piacere leggerti.
..............
"BIIIIIP"
..scusa,tocca a me,devo andare,alla prossima.. :D
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