Essere, avere, apparire. Questione di ausiliare, questione di tutta evidenza, questione di mostrarsi, mostrare ciò che si è, cosa si ha, perché si è solo se si ha. Questione di millimetri, di sfumature e sfaccettature, difficile capire i tre ausiliari. Perché il terzo ausiliare c’è ma non si vede, appare e scompare, nel suo essere infido, fallace e perfido, nel non avere nulla di definito: un ausiliare tanto forte da fare il monaco, da non ingannare mai e da comparire nelle grammatiche senza farsi notare. Non risulta, ci vuole far credere: ma risulta, ah! Se risulta.
E’ questione si ausiliare, dunque. Su questo non v’è dubbio: si è quel che si è e si ha quel che si ha, ma è solo questione di punti di vista: alla fine si è ciò che appare, si ha ciò che appare. Un po’ come la storia di questo, codesto e quello: dipende da chi parla e da chi ascolta, o meglio: dipende da chi guarda.
Strettamente e sinuosamente legati, gli ausiliari, spesso non aiutano: complicano, si cerca di avere per essere o perlomeno per poter apparire. E’ questione da sofisti, perché coloro che non vogliono apparire finiscono per apparire più degli altri, forse nel modo che meno desiderano: ci vuole allenamento per sparire nella folla, facendo notare la propria assenza e mostrando così il proprio essere.
L’essere è impalpabile, l’avere concreto, l’apparire un’arma a doppio taglio, tanto pratica quanto pericolosa: chi fa di tutto per mostrarsi così come pensa di essere, in realtà sta già facendo una scelta di apparenza: non se ne esce se si vuole uscirne, un po’ come quelle trappole cinesi per le dita. L’unica è arrendersi e riconoscere che, volenti o nolenti, un negozio si comincia a giudicare dalla vetrina, un libro dalla copertina. Ceteris paribus si prende ciò che paga di più l’occhio, e per quello si è disposti a pagare di più. Spesso si finisce per indulgere sulla sostanza, e si finisce per strapagare gli occhi. Hanno ottimi sindacalisti, gli occhi, e sono tutti nel nostro cervello. L’importante è saperlo: per non sapere di non poter essere sopra le righe di fronte alla signora che appare tra le righe, e con tutte queste righe poi gli occhi si confondono.
