“[…] L’architetto che, nel Medioevo, apparteneva ancora al mondo del lavoro, durante il Rinascimento se ne separa, diventando un «artista», un «intellettuale», cioè (un maratoneta fanatico del percorso? D.d.Sgt.) insieme un sapiente ed un umanista nutrito della tradizione antica […]. Ma mentre questi artisti, con l’eccezione di poche forti personalità, si chiudevano nel classicismo e nel conformismo (il finto e millantato classicismo va molto di moda anche oggi… N.d.Sgt.), il progresso delle conoscenze e delle tecniche continuava. Così, quando arrivò l’epoca industriale, furono spesso gli ingegneri quelli che ripresero in mano la fiaccola dello spirito creativo.”
E poi se la sono dimenticati strada facendo?
Testo tratto da: R. Bechmann, “Le radici delle cattedrali”
